« Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale » (Lorenzo Tomatis)

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mercoledì 25 febbraio 2009

Viva il nucleare!

E così, come era già previsto nell’accozzaglia della legge 133, l’italietta torna sui suoi passi verso il nucleare. Pare proprio un ritorno al passato invece del necessario passo e balzo verso il futuro come sarebbe necessario in tempi di crisi. E intanto Rubia (ad esempio prevedendo l’utilizzo del torio invece che dell’uranio) ed altri portano idee nuove altrove: nemo propheta in patria. Ma i nostri lungimiranti politici sapranno certamente ancora stupirci con la loro devozione alla causa del bene comune…

A questo punto importeremo l’uranio, probabilmente dalla Francia e perché no dall’ex URSS. Già, perché anche se non si dice, noi di uranio proprio non ne abbiamo… Beh, in effetti ne avremmo da vendere nel centinaio di bombe nucleari stoccate sul nostro territorio per gli amici americani, ma questa è un’altra storia. Quindi, invece che importare energia (anche se sarebbe prima necessario gestirla meglio per non sprecarne troppa), ci metteremo ad importare uranio (che fra l’altro è già in via di esaurimento). Certo, oltre a sobbarcarci il costo delle quattro centrali previste.

E non affrontiamo nemmeno il problema delle scorie radioattive (10’000 anni non sono pochi, 2'000 anni fa c’era l’impero romano…): fingiamo pure di non vedere come in nessun punto del globo sia stata ancora risolta la questione, e sul nostro territorio abbiamo ancora i resti radioattivi del “vecchio” nucleare, mai partito.

Ma ora c’è la corsa agli appalti, lasciamo perdere i particolari ed occupiamoci di cose serie!

I quattro siti probabilmente sono già stati decisi ma, nell’interesse del cittadino, potrebbero rimanere coperti da segreto di stato! Dove potremmo costruirle? Vediamo un po’:

1. indubbiamente va ripristinata la centrale di Caorso: nel bel mezzo della pianura padana è la scelta ottimale in caso di malaugurato incidente. Visto che non ci si deve assolutamente preoccupare di nulla, lo stoccaggio delle scorie può essere fatta ad Arcore.

2. nei pressi di Villa Certosa in Sardegna: il nostro presidente del consiglio deve poterla sfoggiare col suo vulcano personale in caso di visita di capi di stato stranieri. Ora che è previsto un ritocco al territorio sardo è cosa quasi fatta. Le scorie possono essere tranquillamente traghettate in Campania dove gli esperti amministratori si sono già distinti per il trattamento di altri tipi di rifiuti.

3. una centrale ed un sito di stoccaggio sono obbligatori in Sicilia per poter rilanciare anche il Sud: fra l’altro troveremmo uno scopo anche per il ponte.

4. ne manca una… vediamo un po’… ma sì, candidiamo Sellero: una centrale ce l’abbiamo già, detta da qualcuno “la piccola Cernobyl” (ma non chiedetemelo che so chi sia l’inventore del nomignolo): basta fare una nuova richiesta di conversione/adattamento in Provincia e le cose sono fatte. Per le scorie nessun problema: possiamo sempre realizzare nuovi campi sportivi da poter prima riempire. E non dimentichiamo la galleria della superstrada: se va avanti così la finiremo nell’anno del mai, tanto vale riempirla di scorie radioattive e metterci un bel tappo.

2 commenti:

Severino ha detto...

Il 9 Febbraio 2009 l'ANAS ha ufficialmente consegnato alla Collini i cantieri da Capo di Ponte a Berzo Demo, apertura al traffico nel 2012, costo 200 milioni di euro.

Come tutti possono vedere passando tra Sellero e Capo di Ponte i cantieri della SS42 sono già ripartititi , il programma dei lavori prosegue come da tabella di marcia e le "piccole" opere come lo svincolo di Esine e il ponte di Dazza a Sonico saranno concluse entro l'anno.

Probabilmente l'anno del mai è meno lontano di quanto si possa pensare.

AttivaMente Sellero Novelle ha detto...

grazie per la precisazione, ma è fin troppo evidente come l'opera stradale sarà un giorno terminata (si spera), ma con enormi ritardi e costi sfuggiti di mano rispetto al preventivo iniziale... e con un ponte crollato... non si è contrari al nucleare dal punto di vista tecnologico (almeno, se ne può discutere anche se stiamo mirando a soluzioni del passato e non all'innovazione), ma è tragica se viene gestito come si suol dire all'italiana quando stiamo dimostrando che non siamo capaci di fare una strada (la nostra non è l'unica), non sappiamo smaltire i rifiuti e mille altri esempi... insomma non vorremmo vedere un nucleare magari ultrasicuro ma in mano a tanti homer simpson italici...