« Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale » (Lorenzo Tomatis)

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lunedì 21 aprile 2008

Segnali di fumo... da Pieve di Teco (Imperia)

Riportiamo un articolo dal Secolo XIX Imperia del 18 aprile 2008 relativo alla questione della locale Centrale a Biomasse, anch'essa controllata dalla Artemide come la nostra TSN (ehm, forse più corretto dire la "loro" TSN... ). Non passa inosservato come la vicenda sia caratterizzata da varie (presunte) irregolarità, ora al vaglio della magistratura.

Centrale a biomasse, Finanza in Comune
Una nutrita documentazione relativa alla costruzione della centrale a biomasse di Pieve di Teco è stata acquisita dai finanzieri della squadra di polizia giudiziaria della Procura di Imperia.
Due magistrati, i Pm Filippo Maffeo e Maria Paola Marrali, hanno avviato distinte indagini che hanno come oggetto l’impianto in fase di realizzazione nel capoluogo della valle Arroscia e gli uomini delle fiamme gialle hanno salito le scale della sede municipale, sotto i portici di via Ponzone a Pieve, per prelevare gli incartamenti che andranno ad aumentare i fascicoli aperti dalla magistratura imperiese.
Uno, in capo al dottor Maffeo, è conseguente alle segnalazioni da parte del commissario prefettizio che ha retto le sorti del comune sino a domenica scorsa, l’altro di cui è titolare la dottoressa Marrali, sollecitato da un esposto del comitato contro la centrale.
La centrale a biomasse che ha decretato la caduta della precedente amministrazione (sindaco Delfino, vice Brunengo), infiammato l’ultima campagna elettorale e premiato la lista “Insieme per cambiare” di Alessandro Alessandri che ha aggregato candidati di origine politica diversa, persino antitetica, ma tutti decisi ad opporsi alla costruzione dell’impianto, è dunque ancora al centro della scena non solo politico-amministrativa, ma anche giudiziaria.
L’intervento della magistratura è solo l’ultimo in ordine di tempo. In precedenza sia il consiglio provinciale, sia quello regionale hanno voluto verificare la conformità tra il progetto approvato e finanziato con quanto eseguito a Pieve.
Adesso sotto le lente dei due sostituti procuratori imperiesi passeranno progetti e autorizzazioni, licenze e piani finanziari.
Diversi gli interrogativi ai quali la Guardia di Finanza tenterà di dare risposte: intanto se eventuali utili di gestione dell’impianto potranno giustificarne la realizzazione che comporta un costo che si aggira sui nove milioni di euro di cui tre ottenuti tramite finanziamento pubblico.
In altre parole: la resa giustifica l’investimento che per il privato comporta un esborso di 6 milioni di euro? Se così non fosse che senso avrebbe costruire ’impianto considerando tra l’altro che la materia prima in loco è assolutamente carente per alimentare la centrale che dovrebbe bruciare esclusivamente legna vergine. La preoccupazione dei pievesi infatti è sempre stata quella della futura trasformazione in inceneritore della costruenda centrale. Preoccupazione cresciuta di pari passo con la questione dei rifiuti napoletani e con l’esaurimento delle discariche della provincia di Imperia che funzionato tutte in regime di proroga.
Il lavoro della squadra di polizia giudiziaria e quello dei due magistrati dovrà far luce su questi ed altri aspetti dell’intricato iter approvativo al centro della protesta degli abitanti di Pieve di Teco la maggior parte dei quali con il voto di domenica scorsa ha voluto ribadire la propria contrarietà alla costruzione dell’impianto a biomasse.

2 commenti:

gruppo ha detto...

http://www.yeslife.it/Incredibili-contestazioni-sugli-impianti-ad-energia-rinnovabile

gruppo ha detto...

Vi consiglio di leggere l'articolo di PANORAMA sul seguente link:
http://www.yeslife.it/Incredibili-contestazioni-sugli-impianti-ad-energia-rinnovabile
Questa è l'Italia!
Questi sono i politici che ci governano!
Pieve di Teco fa parte dell'elenco.